SARS-COV2: al via l’indagine sulla siero-prevalenza – video intervista ai presidenti ISTAT e SIS

 Corrado Crocetta – direttore scientifico di Statistica & Società

Serviranno 150mila test sierologici, per stimare il numero delle persone che in Italia hanno sviluppato anticorpi al corona virus. Durerà solo 15 giorni la rilevazione dell’indagine organizzata da ISTAT, Ministero della Salute e Croce Rossa con il supporto della SIS che ha contribuito a mettere a punto la metodologia.

Attraverso l’indagine si otterranno informazioni utili per stimare le dimensioni e l’estensione dell’infezione nella popolazione e descriverne la frequenza in relazione ad alcuni fattori quali il sesso, l’età, la regione di appartenenza, l’attività economica.

Le informazioni raccolte saranno essenziali per indirizzare politiche a livello nazionale o regionale e per modulare le misure di contenimento del contagio. I risultati dell’indagine, diffusi in forma anonima e aggregata, potranno essere utilizzati dagli statistici e dagli epidemiologi per ulteriori studi e per effettuare confronti con altri Paesi.

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1 Comment on "SARS-COV2: al via l’indagine sulla siero-prevalenza – video intervista ai presidenti ISTAT e SIS"

  1. Rocco Santoro | 06/02/2020 at 11:18 | Rispondi

    un sentito grazie agli intervistati e all’intervistatore che chiariscono alcuni aspetti organizzativi.La rapidità della messa in campo di tutte le risorse necessarie è uno splendido segnale organizzativo e di coordinamento. Sarebbe stato perfetto se si fosse realizzata anche una rapida indagine sugli skills ed expertise dei soci a riguardo al fine di avere la massima disponibilità di risorse esistenti. Lo dico perché rimangono aperte le questioni metodologiche ed alcune osservazioni sugli strumenti adottati. La principale è l’impossibilità di adottare l’obbligo di risposta previsto dall’art. 7 del Dlgs 322/89. Si sarebbe potuto valutare data l’eccezionalità della situazione (trattasi della prima pandemia globale della storia umana) di trovare qualche forma di emendamento agli obblighi di privacy (anche recentemente ribaditi dal parere del Garante sulla scheda identificativa del lavoro statistico IST-02565-Indagine europea sulla salute (EHIS)dell’11 aprile 2019) almeno su una parte dei dati da raccogliere al fine di facilitare le stime, anche alla luce di quanto disposto per quello che concerne l’App “Immuni”, che potrebbe fornire una base dati di grande interesse per le elaborazioni dei dati dell’indagine. E’ evidente come valutare il bias delle mancate risposte è a mio modesto parere impresa quasi impossibile. cordialmente

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