Il ruolo delle istituzioni a sostegno delle infrastrutture

Antonia Rosa Gurrieri

Il mantenimento e il miglioramento delle infrastrutture rientra tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile di Agenda 2030. Il loro sostegno è fondamentale sia per la crescita economica, che per un corretto raggiungimento degli obiettivi di politica economica.

 

A causa dei vincoli finanziari e della crisi economica, molti Paesi hanno risorse insufficienti al sostentamento delle infrastrutture. A supporto di tale deficienza del settore pubblico, esistono diversi progetti di collaborazione di investimenti pubblico-privato e di modelli di co-finanziamento. Gurara et al. (2018) sostengono che, nonostante queste tipologie di collaborazioni siano in crescita, sono ancora poche rispetto alle effettive esigenze dei diversi sistema-paese. Con tutta probabilità è questo il motivo per cui la maggior parte dei paesi sviluppati ha preferito inserire gli investimenti di collaborazione pubblico-privato come strategia di sviluppo.

La situazione è differente nelle regioni sottosviluppate del Nord Africa e del Medio Oriente (Arezki and Ferid 2019) che presentano un livello di collaborazione pubblico-privato esiguo. Per queste regioni non appare ancora chiaro perché gli investimenti privati in infrastrutture stentino a partire, nonostante presentino un elevato potenziale.

Uno dei fattori di blocco, potrebbe essere rappresentato dal ruolo che hanno le istituzioni. Alla base della collaborazione pubblico-privato c’è la fornitura di beni pubblici gestiti da monopoli naturali. Tuttavia, poiché la tipologia di adozione dei modelli di collaborazione pubblico-privato e le relative modalità di applicazione varia a seconda del paese che si considera, l’approccio adottato dalla Banca Mondiale, riesce a conciliare le differenti esigenze. Essa, infatti, definisce le attività di collaborazione pubblico-privato come attività progettuali legate alle infrastrutture, in cui l’investitore privato è responsabile di parte dei rischi e costi aziendali.

In letteratura si riconoscono pochi lavori empirici sull’argomento per le economie in via di sviluppo (Babatunde et al. 2015). Tale lacuna potrebbe essere attribuibile in parte alle inefficienze del settore pubblico (incompletezza contrattuale e nebulosità istituzionale).

Le istituzioni definiscono il quadro normativo, la governance e regolamentazione di un paese. Attraverso questi meccanismi decidono l’autonomia, la competenza tecnica e le risorse degli organismi deputati alla regolamentazione.

Se il settore pubblico continua a definire la governance per la pianificazione strategica, ovvero indica il modo in cui le istituzioni determinano o meno le collaborazioni pubblico-privato, è anche vero che le nuove direttive di efficienza e competitività fornite dalla nuova prospettiva di gestione pubblica, dovrebbero supportare nuovi processi di apertura a tale partnership. Pertanto, è ipotizzabile che, i paesi in cui il livello di corruzione e i comportamenti opportunistici sono inferiori (Iossa e Martimort 2016), dovrebbero registrare una migliore performance nella governance e regolamentazione dei servizi pubblici (Begley et al. 2010).

 

Le istituzioni hanno forti barriere rappresentate da una diversa stabilità politica e differenti regolamenti che costituiscono una barriera per lo sviluppo del paese.

A causa delle differenze e dei limiti al sostegno e rafforzamento dei legami tra paesi, si potrebbe pensare all’introduzione di modelli ad hoc inseriti in una struttura regolamentata. Si capisce bene, che tale previsione è attuabile tra regioni confinanti e/o vicine geograficamente, in modo che la regione più avanti dal punto di vista istituzionale, possa aiutare quella vicina meno avanzata, usufruendo però delle sue potenzialità. La possibilità di collaborazione e di formazione e stabilizzazione di legami istituzionali e non tra regioni vicine, aiuterebbe l’intero sistema paese a progredire in un’ottica di sostegno della crescita economica.

 

Bibliografia

 

Arezki, R. & Ferid, B. (2019). Developing public-private partnership initiatives in the middle east and North Africa: From public debt to maximizing finance for development. Policy Research Work- ing Paper Series 8863, The World Bank.

Babatunde, S. O., Perera, S., Zhou, L., & Udeaja, C. (2015). Barriers to public private partnership projects in developing countries. Engineering, Construction and Architectural Management, 22(6), 669–769.

Begley, T. M., Khatri, N., & Tsang, E. (2010). Networks and cronyism: A social exchange analysis. Asia Pacific Journal of Management, 27(2), 281–297.

Gurara, D., Klyuev, V., Mwase, N. & Presbitero, A.F. (2018). Trends and challenges in infrastructure investment in developing countries. International Development Policy | Revue internationale de politique de développement. https://doi.org/10.4000/poldev.2802.

Iossa, E., & Martimort, D. (2016). Corruption in PPPs, incentives and contract incompleteness. Interna- tional Journal of Industrial Organization, 44, 85–100.

 

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