Statistiche connesse agli Eventi Estremi ed ai Disastri

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Angela Ferruzza, Giovanna Tagliacozzo, Angelica Tudini – Istat

Sul lato degli eventi estremi e disastri, nel 2015 è stata definita la Task Force UNECE Measuring Extreme Events and Disasters, con il mandato di considerare il ruolo degli Istituti Nazionali di Statistica nella produzione di dati sul verificarsi di tali eventi e sui loro impatti nei sistemi naturali ed in quelli umani. Gli Ins sono chiamati a rafforzare il loro contributo ed il loro cruciale ruolo di coordinamento nelle attività necessarie per la misurazione statistica insieme agli enti, Sistan e non Sistan, coinvolti o interessati al tema. Le attività in essere si svolgono in raccordo con i lavori del SENDAI Framework e dell’Open-ended Intergovernmental Expert Working Group on Indicators and Terminology Relating to Disaster Risk per concordare la terminologia, la tipologia di rischi  (naturali, ambientali, biologici, antropici) da includere e per stabilire un set di  indicatori sugli impatti derivanti da tali eventi sulla popolazione, i danni alle abitazioni ad alle infrastrutture, i danni economici in generale. Nel dicembre 2016 si sono concluse le attività di tale gruppo ed è stata diffusa la lista dei 39 indicatori individuati per monitorare i 7 goals del Sendai Framework: Reduce Mortality, Reduce Affected People, Reduce Direct Economic Loss, Reduce Damage to Critical Infrastructure and Disruption of Basic Services, Increase the Number of Countries with National and Local DRR Strategies, Enhance International Cooperation, Increase the Availability and Access to Multi-hazard Early Warning System and Disaster Risk Information and Assessment.Gli indicatori richiesti per il monitoraggio di tali goals si riferiscono al numero di morti e dispersi, al numero di persone direttamente colpite o ferite, alle persone con abitazione danneggiata o distrutta, alle perdite economiche attribuite ai disastri, considerando in particolare le perdite economiche agricole, ai danni alle infrastrutture critiche (strutture sanitarie, strutture scolastiche, altri servizi di base). Altri indicatori hanno carattere non prettamente statistico e sono orientati al monitoraggio delle strategie nazionali di riduzione del rischio, adottate ed implementate dai paesi, ai programmi internazionali di cooperazione ed alle iniziative per il trasferimento e lo scambio di tecnologia e innovazione per i paesi in via di sviluppo.

La Task Force UNECE Measuring Extreme Events and Disasters fa riferimento a tale domanda di informazione statistica e concentra le proprie attività sulla definizione del ruolo del sistema statistico nazionale e degli INS, sull’analisi dei gap informativi sulla individuazione di priorità ed azioni concrete per dare supporto alla implementazione degli indicatori richiesti. Tali linee guida costituiranno il tema centrale delle Raccomandazioni che si stanno predisponendo al riguardo.

Verso un’informazione statistica integrata

La domanda di informazione statistica per lo studio delle interazioni delle dimensioni connesse ai cambiamenti climatici ed agli eventi estremi e disastri, finalizzata alla formulazione di strategie di mitigazione e adattamento per la riduzione dei rischi e dei danni, è, quindi, in continua crescita. Le diverse iniziative internazionali promuovono una maggiore e coordinata disponibilità di statistiche rilevanti e comparabili a livello globale.

È, inoltre, importante sottolineare che i fenomeni in oggetto si inseriscono nel più ampio quadro concettuale legato allo sviluppo sostenibile. Nell’ambito dei i 17 obiettivi degli SDG (Sustainable Development Goals) e dei relativi indicatori, sono, infatti, considerati ed integrati obiettivi ed indicatori connessi ai cambiamenti climatici ed agli eventi estremi. SDGs, Cambiamenti Climatici, Eventi Estremi e Disastri pongono importanti sfide per la statistica ufficiale.

L’elevata qualità che la statistica ufficiale garantisce attraverso lo sviluppo di metodologie condivise, la definizione e adozione di standard internazionali, consente di sviluppare la conoscenza sui cambiamenti in atto in modo omogeneo e comparabile, colmando i gap conoscitivi esistenti. Per questo la statistica ufficiale è chiamata a migliorare la conoscenza e la consapevolezza su tali tematiche multidisciplinari consolidando e il suo contributo nel produrre e rendere accessibili dati e indicatori statistici rilevanti. Gli INS devono revisionare la disponibilità dei dati con un approccio integrato, tenendo conto di tutte le fonti istituzionali presenti e sfruttando le opportunità derivanti da dall’uso dei Big Data e dall’utilizzo intensivo degli archivi amministrativi. Le statistiche esistenti devono diventare maggiormente utilizzabili per le analisi ad esempio potenziando la disponibilità di lunghe serie temporali; nuove statistiche dovrebbero essere sviluppate.

Alla prospettiva globale deve accompagnarsi la scala territoriale nazionale, regionale e la georeferenziazione dei dati, essenziale per la comprensione delle dinamiche dei fenomeni a livello locale (geografie variabili).

L’implementazione degli indicatori per il monitoraggio dei diversi obiettivi, l’operazionalizzazione delle Raccomandazioni devono trovare applicazione in un processo che step by step si muove in un’ottica di breve, medio e lungo periodo. A tal fine l’Istat sta procedendo nelle attività di ricognizione, analisi e sviluppo integrato delle fonti informative statistiche disponibili e promuovendo anche le necessarie e proficue collaborazioni inter istituzionali in ambito Sistan (ad esempio con l’Ispra) e con altre istituzioni (ad esempio con la Protezione Civile) al fine di incrementare la capacity building sfruttando le sinergie esistenti.

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