I risultati delle prove INVALSI 2019

Intervista a Roberto Ricci

Responsabile Area prove nazionali INVALSI

 

Quali sono le novità che quest’anno caratterizzano le prove INVALSI?

Quest’anno giunge a compimento il nuovo disegno delle prove INVALSI, così come disegnato dal D.Lgs. n. 62/2017. Per la prima volta è stata introdotta una prova standardizzata di Italiano, Matematica e Inglese (lettura e ascolto) anche al termine della scuola secondaria di secondo grado, legata all’esame di Stato, ma senza un’incidenza diretta sul voto conclusivo. Per Italiano e Matematica l’esito della prova INVALSI è espresso mediante un descrittore qualitativo su una scala crescente di risultato (da livello 1 a livello 5), mentre per l’Inglese secondo i livelli del QCER (Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue). Si tratta di un’innovazione molto importante poiché consente di descrivere il risultato della prova in termini di competenze raggiunte dal singolo allievo, con l’indicazione esplicita di che cosa è in grado di fare rispetto ai traguardi delle Indicazioni nazionali/Linee guida. Questa soluzione rappresenta una garanzia per l’intero sistema, poiché consente alle scuole, agli studenti, alle famiglie, all’Università e a chiunque sia interessato di conoscere in modo diretto e comparabile qual è il livello di competenza raggiunto da ciascun studente.

L’esperienza delle prove online pone l’Italia all’avanguardia su scala internazionale, essendo uno dei pochissimi paesi in grado di somministrare interamente al computer un numero così elevato di prove a livello censuario.

Rimangono per ora cartacee le prove della scuola primaria. Anche in questo caso, però, si riscontra un’importante novità: la prova d’Inglese al termine della V primaria. Già dal 2018 i nostri giovani studenti di 10-11 anni si cimentano con un test d’inglese a livello A1 del QCER.

 

È possibile rilevare una crescita nelle competenze degli studenti che frequentano le scuole italiane?

 

Il confronto degli esiti di prove standardizzate pone problemi statistici importanti la cui soluzione richiede soluzioni tecniche specifiche. Grazie all’introduzione delle prove al computer (CBT) è stato possibile predisporre delle prove i cui risultati possono essere confrontati direttamente nel tempo e non solo in termini di posizionamento relativo rispetto alla media di ciascun anno. A partire dal 2018 per la III secondaria di primo grado e per la II secondaria di secondo grado e dal 2019 per la V secondaria di secondo grado sono state avviate serie storiche in cui i risultati di anni successivi sono ancorati e possono essere confrontati direttamente tra di loro.

Grazie a questo ancoraggio si può osservare che al termine della III secondaria di primo grado un piccolo miglioramento statisticamente significativo in Matematica e Inglese, mentre rimangono sostanzialmente stabili gli esiti d’Italiano. Come era da attendersi, le variazioni negli esiti scolastici variano lentamente da un anno all’altro. È però importante osservare che questo cambiamento è nella direzione giusta, anche se essa dovrà essere verificata nei prossimi anni.

Si riscontra anche un miglioramento significativo anche negli esiti della prova d’Inglese della V primaria, soprattutto nella prova di ascolto (listining) in cui si osserva un incremento di oltre il 4% degli allievi che raggiungono il traguardo previsto per questo grado scolare, ossia l’A1 del QCER. Rimangono, invece, sostanzialmente stabili rispetto al 2018 i risultati al termine della II secondaria di secondo grado.

Permangono gli squilibri territoriali rilevati gli scorsi anni?

Il completamento del sistema delle prove INVALSI, con l’introduzione delle prove al termine della scuola secondaria di secondo grado, mette in evidenza forti squilibri territoriali che in certi casi assumono dimensioni molto preoccupanti. Sempre più chiara emerge l’esigenza di un costante monitoraggio sugli esiti rispetto a dati nazionali, in grado di fornire un quadro complessivo, non relativo alla singola scuola, dei livelli di competenza raggiunti dai nostri giovani.

Nella scuola primaria non si evidenziano grosse differenze nei valori medi dei risultati delle regioni italiane, ma se si considera la percentuale di allievi con risultati molto bassi, si osserva che in Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna essa supera di 10 punti il dato nazionale.

Le differenze che si cominciano a delineare nella scuola primaria divengono molto più rilevanti al termine della scuola secondaria di primo grado. Se a livello nazionale circa il 30% studenti non raggiunge risultati sufficienti, tale percentuale supera il 40% in Campania, Sicilia e Sardegna, per sfiorare il 50% in Calabria. Tali percentuali divengono drammatiche per la Matematica. Oltre il 50% degli studenti della Campania, della Sicilia e della Sardegna non raggiunge un livello di competenza adeguato, ma in Calabria questi studenti sono il 60% del totale. Anche per l’Inglese le cose non cambiano. Nelle regioni del Sud che hanno risultati così bassi in Italiano e Matematica, oltre il 35% degli studenti (contro una media nazionale di poco più del 20%) non raggiunge il previsto livello A2 nella prova di lettura (reading) e tale percentuale si alza a quasi il 60% in quella di ascolto (listening), rispetto a poco meno del 40% su base nazionale.

Al termine della scuola secondaria di secondo grado i divari territoriali divengono ancora più marcati e sempre a carico delle stesse regioni. Il 40% degli studenti del Molise, della Puglia, della Basilicata e della Sardegna raggiunge traguardi di Italiano molto più vicini a quelli che ci si dovrebbe aspettare in esito alla terza secondaria di primo grado anziché dopo 13 anni di scuola. Tale quota sfiora il 50% in Campania, per superare questa soglia in Calabria e Sicilia. I risultati di Matematica sono ancora più preoccupanti. Se a livello nazionale circa il 40% degli studenti è ancora molto lontano dai traguardi teoricamente previsti al termine della scuola superiore, dato di per sé già preoccupante, questa percentuale supera il 60% in Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna. Purtroppo risultati del tutto analoghi si riscontrano anche in Inglese e sempre a svantaggio delle stesse regioni.

 

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito INVALSIopen (www.invalsiopen.it)

 

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