Il 12 settembre 2025, presso il palazzo Ex Post dell’Università di Bari, si è svolta una sessione speciale del convegno internazionale Future of Sustainability, dedicata alla memoria del prof. Francesco Domenico d’Ovidio, prematuramente scomparso, a quasi 69 anni, mentre era ancora in servizio. La comunità accademica barese e numerosi colleghi provenienti da altre università italiane hanno voluto rendere omaggio a un docente e ricercatore che ha lasciato un segno profondo nella Statistica sociale e applicata.
La sessione, intitolata In onore di Francesco Domenico d’Ovidio, ha rappresentato un momento di commozione e di confronto scientifico. Nei diversi interventi è emerso con chiarezza come il contributo di D’Ovidio abbia intrecciato insegnamento, ricerca e impegno istituzionale. La sua figura, ricordata non solo come studioso ma anche come collega generoso e disponibile, ha offerto l’occasione per riflettere su quanto la statistica sappia incidere nella comprensione dei fenomeni sociali e nella valutazione delle politiche pubbliche.
Un percorso accademico ricco e variegato
Laureato in Scienze Statistiche ed Economiche all’Università di Bari, Francesco Domenico D’Ovidio ha inizialmente operato come tecnico di ricerca nell’Istituto di Scienze demografiche e sociali (poi confluito nel Dipartimento di Scienze Statistiche), avviando collaborazioni che lo hanno portato presto a sviluppare linee di ricerca autonome. Dal 2001 diviene ricercatore di Statistica sociale (SECS-S/05) presso la Facoltà di Economia e, quattro anni dopo, professore associato nello stesso settore disciplinare.
La sua attività didattica è stata intensa e diversificata: titolare di numerosi corsi tra cui: Indagini campionarie, Statistica per la valutazione dei servizi, Statistica del turismo, ha contribuito alla formazione di generazioni di studenti, ponendo sempre attenzione all’aspetto applicativo e alla diffusione delle competenze statistiche. Ha inoltre svolto attività di docenza presso numerosi master e dottorati, portando avanti un impegno formativo a tutto campo.
Ricerca e impegno istituzionale
L’attività scientifica di d’Ovidio si è distinta per la varietà dei temi affrontati e per la capacità di connettere metodi e applicazioni. Dalle indagini sulla salute e l’invecchiamento nel Mezzogiorno, ai modelli di valutazione delle università, fino alle analisi sulla transizione istruzione-lavoro, il suo lavoro ha sempre cercato di coniugare rigore metodologico e attenzione ai bisogni sociali, sfociando spesso in pubblicazioni di rilievo internazionale.
La partecipazione a numerosi progetti di ricerca nazionali (PRIN, ex 60%) e la presenza in gruppi di lavoro istituiti presso il MIUR e la Regione Puglia testimoniano il suo contributo al dibattito sulla valutazione e sulla qualità dei sistemi formativi e dei servizi. È stato inoltre membro attivo della SIS e della SIEDS, facendo parte di gruppi di coordinamento e di valutazione, nonché socio fondatore dello spin-off universitario “DataQuality S.r.l.”.
Un’eredità viva nella comunità statistica
Gli interventi della sessione barese hanno sottolineato come il lascito scientifico e umano di d’Ovidio non si esaurisca nei suoi lavori pubblicati, nei progetti coordinati o nelle cariche ricoperte. È il suo stile di ricerca, aperto al confronto interdisciplinare e attento ai risvolti pratici, a costituire un’eredità viva per colleghi e allievi.
Ricordare il collega in un convegno dedicato alla sostenibilità ha avuto un valore simbolico: le sue ricerche, infatti, hanno spesso affrontato i temi dell’efficacia delle politiche pubbliche, dell’equità nei servizi e dell’impatto sociale delle scelte istituzionali, anticipando alcune delle questioni oggi centrali nell’agenda della sostenibilità.
La sessione in suo onore ha confermato come la comunità statistica sappia ritrovarsi non solo attorno a risultati scientifici, ma anche attorno alla memoria di chi ha contribuito con passione, rigore e umanità a far crescere la disciplina.



