Il soft power dei giochi olimpici ci dimostra l’importanza dell’UE

Corrado Crocetta – Università di Bari “Aldo Moro”

L’UE, se gareggiasse come un’unica squadra, sarebbe la prima potenza olimpica mondiale: la sua forza esiste, ma è frammentata. Al vertice del 2026, Mario Draghi ed Enrico Letta concordano: l’Europa ha massa critica ma non capacità d’azione. Servono più integrazione, strumenti comuni e meno veti nazionali. I futures studies mostrano che questo salto è possibile, mentre il Sistema Statistico Europeo dimostra che, quando l’Europa unisce metodi e obiettivi, i risultati arrivano.

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Ascoltare i territori con i dati: a Bari il futuro del turismo sostenibile

Rosanna Cataldo – Università degli Studi di Napoli Federico II

Il 5 febbraio, nell’Aula Magna “Aldo Cossu” dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, si è svolto il convegno “Listening to the Territory: the Future of Sustainable Tourism”, evento satellite della 4ª Conferenza Internazionale di Statistica Economica.
L’incontro ha riunito mondo accademico, istituzioni e rappresentanti delle imprese per discutere il ruolo di dati e modelli statistici nella costruzione di politiche turistiche più sostenibili. Tra i temi affrontati: modelli predittivi della domanda, mobilità e pagamenti digitali come indicatori economici, impatto degli affitti brevi, identità territoriali e diversificazione dell’offerta turistica.
Momento centrale è stata la presentazione del Report “Destinazione Futuro”, frutto di due anni di ricerca PRIN 2022 PNRR, che utilizza l’approccio dei future studies per delineare scenari evolutivi del turismo in Puglia, con attenzione a sostenibilità, governance e valorizzazione territoriale.


La Statistica è uno strumento per difendere la democrazia nell’era dei predatori del consenso

Laura Antonucci –  Università degli Studi di Foggia

Nell’epoca descritta da Giuliano da Empoli in L’ora dei predatori, il potere si esercita manipolando informazione ed emozioni: il caos informativo diventa una strategia per confondere verità e menzogna. In questo contesto, la statistica è essenziale per la democrazia: permette un fact checking basato su dati verificabili, non su opinioni contrapposte, usando fonti come Istat ed Eurostat.
Diffondere cultura statistica, garantire trasparenza algoritmica e creare infrastrutture europee di dati aperti significa dare ai cittadini gli strumenti per riconoscere la propaganda e difendere lo spazio democratico.


Vittorio Bachelet: una lezione di democrazia sempre attuale

Leonardo Salvatore Alaimo – Sapienza, Università di Roma

Nel centenario della nascita di Vittorio Bachelet, la sua figura emerge come esempio di rigore, dialogo e responsabilità istituzionale. In un contesto segnato da sfiducia, astensionismo e fragilità democratica, la sua lezione di “coraggio mite” — competenza, ascolto e costruzione paziente del bene comune — rappresenta una bussola attuale per l’università e per la democrazia.


Le tante verità dell’intelligenza artificiale

Crocetta Corrado – Università degli Studi di Bari

L’AI generativa non pensa: è un sistema statistico addestrato sul web e su lavoro umano spesso invisibile, capace di produrre contenuti fluidi ma fallibili e manipolabili. Il rischio maggiore non è l’errore, bensì la disinformazione e l’uso persuasivo senza regole. Soluzioni come il RAG, che vincola l’AI a fonti controllate, possono ridurre i rischi. La vera sfida riguarda governance, condizioni di lavoro, privacy e diritto d’autore: non è solo innovazione tecnologica, ma una questione di diritti e sovranità.


Quando i dati incontrano l’innovazione locale

Maria Gabriella Grassia – Università degli Studi di Napoli Federico II

In un contesto di crisi climatica e disuguaglianze, le buone pratiche territoriali sono il banco di prova concreto dello sviluppo sostenibile e dell’ASviS, con 216 esperienze raccolte nel 2025/2026. I dati ufficiali, come quelli di ISPRA e del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, documentano criticità su erosione costiera e consumo di suolo, offrendo la base per valutare l’efficacia delle iniziative locali. La relazione tra statistiche e innovazione è circolare: i dati orientano le politiche, le pratiche producono nuovi dati e rafforzano la capacità istituzionale. Le esperienze selezionate, di qualità elevata, mostrano che la transizione ecologica nasce da azioni locali sostenute da evidenze solide e governance coerente.


ANVUR 2.0: più indipendenza, qualità e trasparenza

Corrado Crocetta – Università degli Studi di Bari Aldo Moro

La riforma dell’ANVUR allinea finalmente l’Italia agli standard europei per la qualità universitaria. Il suo obiettivo è chiaro: rendere la valutazione più indipendente, trasparente ed efficace. Il cambiamento principale è nella netta separazione dei ruoli: il Ministero fissa le regole, mentre l’ANVUR valuta in piena autonomia tecnica. Questo approccio, unito a una governance più snella, garantisce metriche più affidabili e confronti più significativi tra atenei. Il risultato? Una valutazione che non è più un semplice giudizio, ma uno strumento concreto per migliorare la didattica, ottimizzare le risorse e valorizzare davvero l’impatto della ricerca. Un passo necessario per aiutare studenti, docenti e università a fare scelte più informate e competitive.


Il ricordo di Francesco Domenico d’Ovidio al convegno Future of Sustainability

Ernesto Toma, Università degli Studi di Bari Aldo Moro –

L’Università di Bari ha ricordato il professor Francesco Domenico d’Ovidio, scomparso prematuramente, con una sessione a lui dedicata. Collega stimato e studioso rigoroso, d’Ovidio ha lasciato un segno profondo nella Statistica sociale. Il suo impegno accademico, dalla ricerca alla didattica, è sempre stato caratterizzato da un approccio concreto. Attraverso i suoi studi su temi come la salute nel Mezzogiorno e la valutazione universitaria, ha mostrato come la statistica potesse essere uno strumento essenziale per comprendere la società e valutare l’efficacia delle politiche pubbliche. La sua eredità vive non solo nelle sue pubblicazioni, ma nello stile di ricerca aperto e interdisciplinare che ha sempre promosso, lasciando un esempio duraturo per colleghi e allievi.


Le sfide dell’Università italiana nello scenario attuale

Paola Perchinunno , Università degli Studi di Bari Aldo Moro & Guido Cristini, Università di Parma –

L’incontro di Palermo ha offerto un confronto sulle riforme del sistema universitario italiano e sulle loro ricadute per le discipline economiche e statistiche. Sono stati analizzati il funzionamento e le criticità del FFO, i nuovi criteri di accreditamento dell’offerta formativa e le prospettive della riforma del reclutamento (ASN). In conclusione, è stato ribadito il valore strategico di qualità, programmazione e cooperazione per il futuro degli Atenei.


Misurare la sostenibilità per costruire benessere: l’esperienza di SIS-DIAS

In quattro anni di coordinamento, Filomena Maggino ha guidato il gruppo SIS-DiAS nel promuovere una visione della sostenibilità ampia e sistemica, che integra aspetti ambientali, economici, sociali e istituzionali. Il gruppo ha organizzato numerose iniziative per sviluppare indicatori statistici avanzati e favorire il dialogo tra ricerca e istituzioni. La sfida prioritaria per il futuro è rendere questi dati e indicatori comprensibili e utilizzabili non solo dagli esperti, ma anche dai decisori politici e dai cittadini, diffondendo una vera cultura della misurazione della sostenibilità.


Futuro del turismo in Puglia: sfide, opportunità e prospettive

Antonella Massari, Università degli Studi di Bari Aldo Moro –

L’11 e 12 settembre l’Università di Bari ha ospitato il congresso internazionale Future of Sustainability, nell’ambito del progetto PRIN 2022 PNRR, per discutere sfide e opportunità della sostenibilità, con focus sul turismo. Tra i temi principali: mobilità responsabile, innovazione, valorizzazione del territorio e contrasto alla criminalità finanziaria. Il congresso ha ricordato il prof. Francesco Domenico d’Ovidio e si è concluso con un workshop sul futuro del turismo pugliese, evidenziando formazione, digitalizzazione, sostenibilità e integrazione territoriale come leve strategiche per uno sviluppo turistico duraturo.


I Futuri della Sanità Italiana

Paolo Mariani – Università degli Studi di Milano

Il sistema sanitario italiano soffre di squilibri tra carenza e surplus di medici, con difficoltà crescenti legate all’invecchiamento della popolazione e alla povertà. Un’indagine del 2025 condotta su 18 manager del settore evidenzia che nei prossimi 5-7 anni ci si aspetta più digitalizzazione, telemedicina, intelligenza artificiale e un fascicolo sanitario elettronico efficace, insieme a maggiori investimenti e attenzione a ospedali e tempi di attesa. Le principali criticità saranno l’invecchiamento, le liste d’attesa, il divario Nord-Sud, la carenza di personale e competenze digitali, oltre alla necessità di ridefinire il ruolo di infermieri e farmacisti.


Intervista a Filomena Maggino: La sostenibilità come visione sistemica del futuro

Abbiamo intervistato Filomena Maggino, coordinatrice della Sezione SIS – DIAS ( Dati Indicatori e Analisi per la Sostenibilità della Società Italiana di Statistica, professore ordinario di Statistica sociale presso Sapienza e già presidente della Cabina di Regia “Benessere Italia” presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri). Filomena ha dedicato gran parte della sua attività scientifica alla misurazione della qualità della vita, anticipando molti dei temi oggi centrali nel dibattito sulla sostenibilità. La abbiamo chiesto di parlare della nuove sfide che ci attendono.


Divario di genere nell’attività lavorativa. È una questione di latitudine?

Maria Cristina Recchioni – Università Politecnica delle Marche
Corrado Crocetta – Università degli Studi di Bari Aldo Moro

In Italia, la parità di genere nel lavoro resta una sfida significativa, aggravata da forti squilibri territoriali. Sebbene a livello europeo si riconosca il ruolo centrale dell’occupazione femminile nello sviluppo economico, i dati mostrano che il tasso di occupazione delle donne italiane è ancora molto basso, soprattutto se confrontato con quello maschile e con la media europea. La situazione è particolarmente critica nel Mezzogiorno, dove il tasso di occupazione femminile è nettamente inferiore rispetto al Nord e al Centro, evidenziando un grave sottoutilizzo del potenziale femminile. Le differenze aumentano con l’età e si attenuano solo con un alto livello di istruzione, che favorisce l’accesso al lavoro e riduce il divario di genere. Tuttavia, persistono differenze anche tra regioni con lo stesso grado di istruzione. Superare queste disuguaglianze non è solo una questione di giustizia, ma una necessità per la crescita del Paese. Occorrono investimenti nei servizi di cura, politiche mirate per il Sud e un cambiamento culturale profondo che promuova la condivisione delle responsabilità familiari e valorizzi il contributo delle donne nella società.


L’intelligenza artificiale tra norme e numeri: un’opportunità strategica per la statistica

Antonio Irpino, Università della Campania “L. Vanvitelli”

La statistica sta assumendo un ruolo centrale nella regolamentazione e nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, alla luce del nuovo AI Act europeo e del Disegno di Legge italiano AC 2316. Queste normative pongono l’accento su valori come trasparenza, equità, sicurezza e protezione dei dati, e richiedono un coinvolgimento attivo della comunità statistica lungo tutto il ciclo di vita dei sistemi di IA. Gli statistici non sono più semplici tecnici di supporto, ma protagonisti nella progettazione, validazione e monitoraggio degli algoritmi. La loro competenza è essenziale per garantire la qualità dei dati, la robustezza e spiegabilità dei modelli, la valutazione degli impatti sociali, la sperimentazione in ambienti controllati e la protezione della privacy. Inoltre, la formazione statistica interdisciplinare diventa un elemento chiave per preparare professionisti capaci di affrontare le sfide etiche e metodologiche dell’IA. In questo contesto, la statistica si afferma come uno dei pilastri fondamentali per costruire un’intelligenza artificiale responsabile, trasparente e orientata al bene comune.


Conoscere per deliberare: il ruolo della statistica nelle politiche pubbliche

Corrado Crocetta – Università degli Studi di Bari Aldo Moro

Nell’era dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione, la statistica è essenziale per guidare politiche pubbliche informate, sostenibili e orientate al futuro. Il principio di Luigi Einaudi – “Prima conoscere, poi discutere, poi deliberare” – resta attualissimo: senza conoscenza, le decisioni risultano inefficaci o dannose. Oggi, la sfida non è raccogliere dati, ma integrarli nei processi decisionali. La Valutazione d’Impatto Generazionale (VIG) aiuta a misurare l’effetto delle politiche su giovani e generazioni future, promuovendo equità e sostenibilità. In questo contesto nasce il CIRVIG dell’Università di Bari, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra analisi statistica e governance pubblica responsabile.


Emergenze, spesa pubblica e corruzione: gli strumenti del progetto CO.R.E. per intercettare i rischi di corruzione in tempi di emergenza e crisi

Michela Gnaldi – Dipartimento di Scienze politiche, Università degli Studi di Perugia

Il progetto CO.R.E. (COrruption Risk indicators in Emergency), nato nel 2021, affronta il rischio di corruzione durante le emergenze, come la pandemia da Covid-19. Utilizza indicatori “red flag” e tecniche di machine learning per rilevare anomalie nei contratti pubblici, distinguendo tra comportamenti legittimi e sospetti. Strumenti come il pacchetto Coresoi e un cruscotto interattivo permettono di analizzare i rischi in vari Paesi europei. L’analisi ha evidenziato aree critiche in Italia, Portogallo e Spagna, mostrando la necessità di sistemi adattivi per proteggere l’integrità della spesa pubblica in tempi di crisi.


Statistica & Società: Apertura, Dialogo e Innovazione.

  Corrado Crocetta – Direttore Scientifico di Statistica & Società   Care lettrici e cari lettori, dopo aver ricoperto il ruolo di direttore scientifico di Statistica & Società dal 2015 al 2020, e aver continuato a…


Carneade, chi era costui?

L’articolo riflette su come il pensiero del filosofo Carneade, noto per il suo scetticismo e l’idea che non esista una verità assoluta ma solo opinioni più o meno probabili, anticipi sorprendentemente l’approccio moderno della statistica.
Carneade sosteneva che si dovesse agire sulla base delle opinioni più verosimili: un principio che oggi ritroviamo nella funzione di verosimiglianza, base di molte tecniche statistiche come la stima puntuale (MLE), gli intervalli di confidenza e i test di ipotesi.
Chiodi sottolinea così come la statistica sia un ponte tra filosofia e scienza, tra pensiero critico e analisi dei dati, utile per affrontare l’incertezza del mondo moderno. Carneade, da sconosciuto citato da Manzoni, diventa quindi un simbolo della cultura statistica fondata sul dubbio e sulla probabilità.


Autonomia finanziaria e propensione al lavoro: un caso studio sugli adolescenti tra paghette e lavoretti e comportamenti di spesa

Barbara Angelillis – LUM University, Casamassima

Lo studio esplora lo sviluppo dell’autonomia finanziaria negli adolescenti, focalizzando l’analisi sulle modalità attraverso cui i giovani acquisiscono e gestiscono il denaro. In un contesto socio-culturale come quello italiano in cui spesso il lavoro giovanile è limitato da dinamiche familiari e culturali, la ricerca prende in esame principalmente due variabili, la paghetta e il lavoretto, analizzandone l’influenza sui comportamenti economici e sulla percezione dell’indipendenza finanziaria con particolare attenzione alle differenze di genere.
L’indagine è stata realizzata tramite la somministrazione di un questionario a circa 700 studenti delle scuole secondarie della città di Foggia e zone limitrofe. I dati raccolti sono stati analizzati con un approccio quantitativo, utilizzando il test Chi quadro per verificare l’esistenza di associazioni statisticamente significative tra le variabili categoriali. I risultati mostrano differenze rilevanti tra maschi e femmine. La ricerca contribuisce a comprendere dinamiche che influenzano
l’autonomia finanziaria in età adolescenziale, fornendo spunti utile per educatori, famiglie e decisori interessati a promuovere l’educazione economica tra i più giovani.


Il futuro della competitività Europea: sfide e opportunità per il Sud Europa e l’Italia.

Il rapporto di Mario Draghi evidenzia un grave divario di competenze in Europa, soprattutto nel Sud e in Italia. Carenze nella formazione STEM, scarsa partecipazione all’apprendimento permanente e fuga di cervelli frenano l’innovazione e la transizione digitale ed ecologica. L’Italia fatica a trattenere talenti e a colmare le lacune nelle competenze digitali. Draghi propone riforme educative, più collaborazione tra imprese e scuole, e strategie per attrarre e trattenere professionisti qualificati. Anche il rapporto di Enrico Giovannini sottolinea l’urgenza di colmare questi divari per una crescita sostenibile e resiliente.


Vivere da anziani in Alto Adige: il ruolo del supporto sociale e dell’ambiente

Lo studio analizza le difficoltà del vivere da anziani in Alto Adige, evidenziando, da un lato, come i cambiamenti demografici abbiano ridotto il supporto familiare agli anziani e, dall’altro, l’importanza del vicinato e del volontariato nell’incentivare una vita autonoma nelle proprie abitazioni. Le principali sfide che dovranno essere affrontate in un futuro ormai “presente” riguardano l’accessibilità delle abitazioni e il rischio di isolamento, mentre il vicinato e il volontariato si rivelano essere risorse essenziali.


La Valutazione di Impatto Generazionale, strumento per garantire la reale sostenibilità delle politiche pubbliche

In risposta al crescente divario generazionale in Italia, la Valutazione di Impatto Generazionale (VIG) emerge come strumento strategico per promuovere l’equità intergenerazionale e dare attuazione alla misura europea “Youth Check”. La VIG consente di analizzare gli effetti ambientali, sociali ed economici delle politiche pubbliche sulle giovani generazioni, e dovrebbe essere integrata stabilmente nei piani strategici comunali. Nata grazie agli studi della Fondazione per la Ricerca Economica e Sociale e istituzionalizzata dal COVIGE nel 2022, la VIG colloca l’Italia tra i Paesi europei più avanzati nel settore. Per garantire uno sviluppo sostenibile, è fondamentale adottare un Patto Generazionale basato su sostenibilità fiscale, equità, investimenti strategici e partecipazione. La sfida attuale è rafforzare la dimensione quantitativa della VIG attraverso indicatori misurabili, sostenuti da una legge quadro sui giovani. In tale direzione si muove il nuovo Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla VIG (CIRVIG) di Bari, che mira a diventare un riferimento scientifico per diffondere la cultura dell’equità tra generazioni nelle politiche pubbliche.


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Statistics, Data Science and Business

Paolo Mariani, Università degli Studi di Milano-Bicocca L’importanza che in ambito aziendale viene attribuita alla data science e alla figura dello statistico esperto per il miglioramento dei processi aziendali e il raggiungimento degli obiettivi di…


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OCCUPAZIONE E DISOCCUPAZIONE DA SETTEMBRE 2022 A SETTEMBRE 2023

di Sergio Brasini e Giorgio Tassinari, Dipartimento di Scienze statistiche “Paolo Fortunati”, Università di Bologna La recente pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro riferiti al terzo trimestre 2023 da parte dell’Istituto Nazionale di Statistica…