Data retention: alcune indicazioni pratiche

Ramona Cavalli
Tra i requisiti per il trattamento dei dati personali, il Regolamento UE n. 679/2016 prevede l’obbligo di conservazione degli stessi, lasciando ai soggetti, che trattano i dati, il dovere di predisporre corrette procedure per la loro conservazione a seconda del settore di riferimento. L’articolo fornisce opportune indicazioni per l’individuazione di una corretta procedura di conservazione dei dati personali.



Fattori di rischio e protezione nel gioco d’azzardo in adolescenza: uno studio interdisciplinare

Laura Benedan, Gianna S. Monti, Vittoria Cerasi, Silvia Mari, Jole Orsenigo
Molti adolescenti giocano d’azzardo regolarmente, e alcuni di loro rischiano di sviluppare una dipendenza verso il gioco. Allo scopo di studiare questo fenomeno e predisporre adeguati interventi di prevenzione, è nato il progetto Selfie. Dal punto di vista metodologico emergono delle criticità legate alla bassa incidenza del fenomeno, e al conseguente sbilanciamento delle classi di risposta, che rendono necessaria l’adozione di adeguate tecniche di machine learning per un’analisi accurata del fenomeno.


L’analisi delle mortalità nei principali paesi europei durante la pandemia

Corrado Crocetta
In queste settimane, ci sono state molte polemiche sulla gestione della crisi e, soprattutto, sulla mancanza di informazioni attendibili.
Molti esperti hanno denunciato il fatto che l’Italia avesse deciso il lockdown, senza poter disporre di dati affidabili sulla reale gravità della pandemia che molti continuavano ad assimilare ad una grave influenza.
D’altro canto, i dati provenienti dalla Cina potevano far pensare che il nostro Paese avesse deciso di “suicidarsi” economicamente, per tutelare la salute di “pochi anziani con patologie pregresse”. Eppure, non si poteva rimanere sordi al grido di allarme dei medici di base e dei reparti di pronto soccorso che, dopo poche settimane, avevano capito chiaramente la gravità dalla situazione.




COVID-19: Se conosci il nemico la vittoria è sicura

Corrado Crocetta
Durante la pandemia in atto, la società civile si è mobilitata chiamando a raccolta le sue forze migliori. La Società Italiana di Statistica non è rimasta sorda al grido di allarme chiedendo ai propri soci di condividere le competenze e gli strumenti disponibili per contribuire ad uscire, il più rapidamente possibile, da questa emergenza. I 26 articoli di questo numero speciale, interamente dedicato all’emergenza corona virus, forniscono soluzioni utili per prevedere gli sviluppi di questa emergenza ed il suo impatto sulla nostra vita futura.


La percezione del rischio al tempo dell’Infodemia: La risposta dei cittadini alle misure di contenimento

Alessio Muscillo, Gabriele Lombardi
Le misure di contenimento per l’epidemia di Coronavirus sono accettate e seguite in maniera differente dai cittadini. Mostriamo il perché ciò avviene con l’ausilio di un semplice modello di diffusione di percezioni ed opinioni in una rete sociale stilizzata. Infine, mostriamo che i dati del Ministero dell’Interno confermano che l’adeguarsi alle nuove normative e policy avviene, ma necessita di tempo.


Quel mai… è invece arrivato. Anche il turismo è un paziente che va curato

Francesca Petrei
Già prima della spaventosa crisi dovuta alla diffusione del Covid-19, il sistema turistico italiano mostrava alcuni segni di debolezza.
Vecchi e nuovi problemi devono essere affrontati subito con un cambio di prospettiva e con misure politiche urgenti per fare in modo di dare la concreta speranza al comparto del turismo di riprendere con il giusto vigore.


COVID-19: Autorizzazioni di apertura e interrelazioni tra attività produttive: il caso dei contratti di rete

Fabio di Sebastiano, Alessandro Rinaldi
Per aumentare il distanziamento sociale durante l’emergenza COVID-19, il Governo ha indicato i codici ATECO 2007 delle imprese autorizzate ad operare, decretando la sospensione delle altre attività. La presenza di forti interrelazioni fra attività autorizzate e non mette a rischio il funzionamento delle prime.



L’impatto della pandemia sui sistemi di istruzione superiore europei

Laura Antonucci
La pandemia sta avendo un impatto forte su sistemi di istruzione superiore europei che cercano di reagire adottando misure ad hoc per realizzare il distanziamento sociale necessario per impedire la diffusione del virus. Di seguito si riporta una panoramica delle misure che le diverse istituzioni di formazione superiore stanno adottando per far fronte all’emergenza.


L’impatto differenziale del Covid-19 secondo i gruppi sociali

Ignazio Drudi, Giorgio Tassinari
Nell’articolo si affronta il tema dell’impatto differenziale dell’epidemia di COVID-19 e si tratteggiiano alcune linee di ricerca.
Il concetto di classe sociale è inteso in senso marxiano-weberiano, ovvero come rapporto con i mezzi di produzione e in termini di potere/prestigio.
Gli aspetti trattati riguardano la mortalità differenziale dovuta al COVID-19 e l’impatto della chiusura degli istituti scolastici sulla povertà educativa.



Il cambiamento degli stili di vita e l’impatto della pandemia di COVID-19 sulla mobilità

Francesco Finazzi, Alessandro Fassò
La pandemia innescata dal virus SARS-CoV-2 ha obbligato i governi di molti stati ad introdurre misure di distanziamento sociale che si sono tradotte in limitazioni alla mobilità personale mai adottate prima in tempo di pace. In assenza di un vaccino o cure efficaci, limitare l’interazione tra individui è infatti uno dei pochi strumenti per contrastare l’epidemia e per progettare un rientro alla normalità.


Le condizioni finanziarie delle famiglie europee di fronte alla pandemia

R. Gambacorta, A. Rosolia, F. Zanichelli
Tutte le economie avanzate hanno ormai adottato misure variamente restrittive per contenere la diffusione del contagio da coronavirus. Tali misure tentano di bilanciare l’esigenza di tutelare la popolazione con quella di non azzerare del tutto il tasso di attività economica garantendo, in particolare, l’offerta di beni e servizi essenziali; la loro severità viene pertanto progressivamente adeguata all’evoluzione del contagio. Ciononostante esse hanno profonde ricadute sulle opportunità lavorative e la capacità reddituale di larga parte della popolazione e il loro prolungarsi acuirebbe situazioni di disagio economico preesistenti e ne creerebbe potenzialmente di nuove.


L’impatto di breve periodo del Covid-19 sulla ricerca di lavoro

Francesco D’Amuri, Eliana Viviano
L’articolo analizza gli effetti dell’attuale epidemia di Covid-19 sull’offerta di lavoro, concentrandosi sull’Italia, il primo paese occidentale ad essere gravemente colpito. Si rileva un calo senza precedenti della ricerca di lavoro a seguito dell’epidemia utilizzando come indicatore dell’intensità della ricerca di lavoro su Internet ad alta frequenza. La conferma di tale tendenza nei prossimi mesi darebbe un contributo negativo alla variazione del tasso di disoccupazione, mitigandone l’aumento in presenza di un probabile calo marcato dei livelli di occupazione.


L’intelligenza artificiale come tool di early warning COVID19

Alessandro Massaro
Gli algoritmi di apprendimento supervisionato di Intelligenza Artificiale Supervisionata (IA) potrebbero supportare le misure di emergenza di epidemia/pandemia, prevenendo i rischi di infezione da virus COVID19, fornendo nello stesso tempo un sistema di supporto alle decisioni utile alla gestione stessa dell’emergenza.Diversi dati possono essere elaborati mediante algoritmi di IA, potendo così acquisire informazioni utili per il contenimento del COVID19.



CO.ME.TA. – COvid19 MEdia monitoring Textual Analysis

E. Zavarronene, G.Grassia, M. Marino, R.Mazza, N.Canestrarin, R.Cataldo
La dashboard testuale CO.ME.TA. consente di analizzare il sentiment dell’opinione pubblica rispetto alla pandemia, sulla base di alcuni media: Il Corriere, Il Sole 24ore, Repubblica, Fanpage, Twitter, The Guardian e NYTimes.


Text Mining delle ricerche su COVID-19: Cosa, Chi e Dove

Manlio Migliorati, Maurizio Carpita
L’emergenza sanitaria mondiale causata in questi primi mesi del 2020 dal nuovo coronavirus COVID-19 rende ancor più importante la disponibilità di informazioni scientifiche affidabili, in primo luogo per favorire i contatti tra gruppi di ricerca che si occupano dello stesso tema ma anche per contrastare la diffusione di fake news. In uno scenario ancora di piena epidemia, uno dei problemi più rilevanti è quello di far circolare in tempi brevi la conoscenza sulle ricerche in corso, così da permettere a chi da varie prospettive affronta complesse criticità sanitarie, economiche e sociali di prendere decisioni il più possibile consapevoli e di conoscere le possibili soluzioni già sperimentate da altri.


Un modello per la stima dell’andamento del contagio da COVID-19 in Italia

Federico Brogi, Barbara Guardabascio
Mediante un modello molto parsimonioso si stima l’evoluzione del tasso di diffusione del COVID-19, l’effetto, in tempo reale, di ogni misura governativa sulla diffusione del virus e la possibile data di uscita. Elaborato a due settimane dall’inizio dell’epidemia in Italia, e aggiornato in questi giorni (5 aprile NdR), il modello conferma la sua solidità nel prevedere l’andamento del tasso di diffusione. Si rivela, inoltre, un valido framework teorico, altamente replicabile sostituendo i dati sui casi in Italia con quelli di diversi paesi, e in grado di offrire indicazioni chiare in termini di elaborazione delle politiche.


Curve del contagio a confronto: una sintesi a livello mondiale

S. De Iaco, S. Maggio, G. Giungato, M. Palma, D. Pellegrino, D. Posa
L’emergenza sanitaria provocata dall’evoluzione dei contagi da COVID-19 (acronimo di COronaVIrus Disease 19), in rapida e continua crescita in tutto il mondo, richiede una dettagliata disamina dei dati. Il presente lavoro si propone un confronto tra i differenti scenari che nel panorama mondiale hanno delineato la curva del contagio fino allo stato attuale. In particolare, per il periodo gennaio-marzo 2020, sarà analizzato l’andamento temporale del tasso di prevalenza e del tasso di letalità del COVID-19 e sarà proposto l’adattamento di modelli stocastici a scopi previsionali. Le evidenze empiriche potranno delineare similarità e differenze nelle curve di diffusione dei contagi, consentendo così proiezioni attendibili nel breve termine per i principali paesi coinvolti nell’emergenza pandemica.


Un mese di Covid-19 in Italia: una guida alla lettura dei dati per bloccare la disinformazione

Mariangela Sciandra, Alice Blandino
A un mese dal primo paziente risultato positivo a Codogno, cosa è successo in Italia? Le regioni che per prime hanno registrato contagi sono state Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.
Dopo un mese (Fig. 1) tutte le regioni d’Italia sono interessate dal fenomeno Coronavirus. Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna sono tra le prime per numero di contagi.
Il Nord Italia presenta il numero più elevato di casi di Coronavirus, la Lombardia la regione più colpita.



Letalità del COVID-19 nelle regioni italiane: sottostima dei casi positivi o carenza di strutture?

Giovanni Busetta, Maria Gabriella Campolo, Demetrio Panarello
Il tasso di letalità associato al nuovo Coronavirus SARS-CoV-2 in Italia è attualmente il più alto al mondo. Tasso di letalità che molti studiosi affermano essere irreale. La difficoltà nel conoscere esattamente il numero dei contagiati comporta una stima della letalità basata soltanto sui pazienti effettivamente confermati a seguito del tampone, il che comporta una sovrastima del relativo tasso. Scarsità di risorse e di tempo hanno costretto molte regioni a procedere con la sola verifica di soggetti che presentavano già dei sintomi. La presenza di pazienti asintomatici nella popolazione aggrava ancor di più la situazione. Se, da un lato, la verifica degli effettivi positivi potrebbe far abbassare il tasso di letalità, dall’altro analizzare anche il modo in cui si è fronteggiata l’epidemia a livello di strutture ospedaliere potrebbe dare una visione più completa del fenomeno, al fine di rendere quest’esperienza un insegnamento per affrontare le nuove sfide che potrebbero presentarsi in futuro.


Cosa succede dopo il picco

Michela Baccini, Giulia Cereda, Cecilia Viscardi, Fabrizia Mealli
Il nuovo coronavirus (il cui nome scientifico è SARS-CoV-2) è un virus che si contraddistingue per la forte contagiosità. La malattia COVID19 ad esso associata può comportare la necessità di ricovero in terapia intensiva e, nei casi più gravi, può condurre alla morte. In assenza di una cura efficace e/o di un vaccino, l’unica possibilità di arginare la diffusione dell’epidemia risiede nel distanziamento sociale (Lin et al., 2010). Seguendo l’esempio della Cina, l’Italia ha quindi attuato un graduale “lockdown”, iniziando da piccole aree per poi estendere le misure di contenimento a tutta la nazione. In queste brevi note proponiamo un metodo, basato su un modello SIRD calibrato sul numero di decessi giornaliero, che può essere impiegato per monitorare gli effetti e valutare l’impatto a breve e medio termine delle politiche di contenimento sull’evoluzione dell’epidemia e sul sistema sanitario. Il modello è qui applicato ai dati della regione Toscana.