La Valutazione di Impatto Generazionale, strumento per garantire la reale sostenibilità delle politiche pubbliche

 

Corrado Crocetta – Università degli Studi di Bari Aldo Moro

 

In considerazione dell’evidente e persistente divario generazionale nel nostro Paese, l’introduzione della Valutazione di Impatto Generazionale (o VIG) può essere molto utile per dare attuazione alla misura europea denominata “Youth Check”.
L’obiettivo della VIG è quello di promuovere l’equità intergenerazionale, considerando gli effetti ambientali, sociali ed economici delle politiche pubbliche sulle attuali giovani generazioni. Questo strumento dovrebbe diventare un elemento strutturale dei piani strategici comunali, sulla scia di esperienze consolidate a livello nazionale ed europeo.

BREVE STORIA DELLA VIG

Anche grazie agli studi svolti dalla Fondazione per la Ricerca Economica e Sociale ETS, già Fondazione Bruno Visentini, che dal 2019 ha
iniziato a elaborare lo strumento della VIG, si è giunti alla definizione delle prime linee guida elaborate dal Comitato per la valutazione dell’impatto generazionale delle politiche pubbliche (COVIGE), introdotte con DPCM nel luglio del 2022. A livello europeo, il Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE), nel giugno 2023, ha espresso un parere consultivo alla Presidenza Spagnola del Consiglio Europeo, in cui ha raccomandato che tutte le leggi, le politiche e gli investimenti pubblici degli Stati membri siano sottoposti a una valutazione di impatto sui giovani (Youth Test). L’Italia, con le sue linee guida, si è posizionata tra i Paesi più avanzati in questo ambito, insieme ad Austria, Francia, Germania e Belgio.

Il PATTO GENERAZIONALE: UN PRINCIPIO FONDAMENTALE

Il principio cardine della sostenibilità si basa sulla necessità di evitare che i problemi del presente vengano risolti a spese delle generazioni future. Un aspetto cruciale riguarda la gestione del debito pubblico, che, se non sostenibile, riduce le opportunità per le future generazioni. Per garantire uno sviluppo equo e sostenibile, è necessario un Patto Generazionale, fondato su:
– Sostenibilità fiscale, evitando un indebitamento eccessivo.
– Equità intergenerazionale, per una distribuzione equa delle risorse.
– Investimenti strategici, in istruzione, innovazione e infrastrutture.
– Partecipazione e trasparenza, con il coinvolgimento dei cittadini.

I PROSSIMI PASSI PER LA VIG

La vera sfida è rendere la VIG non solo uno strumento di analisi qualitativa, ma anche quantitativa, attraverso indicatori
misurabili che consentano di valutare le politiche ex ante, in itinere ed ex post. Questo approccio permetterà di ottenere dati concreti per orientare le decisioni politiche e migliorare l’efficacia degli interventi. Per accelerare questa trasformazione e rendere la valutazione di impatto generazionale uno standard consolidato, diventa sempre più urgente l’approvazione di una legge quadro sui giovani. Questa legge,
già proposta dal Ministro per lo Sport e i Giovani, dovrebbe raccogliere in un unico testo tutte le misure e gli interventi per le nuove generazioni, fornendo un riferimento normativo chiaro e un set di indicatori a supporto della VIG.

In questa direzione si inserisce una novità di grande rilievo: a Bari sta nascendo il Centro Interdipartimentale di Ricerca per la Valutazione di Impatto Generazionale (CIRVIG), che si propone di diventare un punto di riferimento scientifico e operativo per lo sviluppo di strumenti e metodologie a supporto della VIG. Il centro promuoverà studi, ricerche e attività di formazione, favorendo il dialogo tra accademia, istituzioni e società civile, con l’obiettivo di consolidare una cultura dell’equità intergenerazionale nelle politiche pubbliche.

Con l’implementazione della Valutazione di Impatto Generazionale le pubbliche amministrazioni avranno uno strumento per garantire un futuro sostenibile alle nuove generazioni e per affrontare le sfide poste dall’inverno demografico. I comuni italiani dovrebbero dotarsi di strumenti innovativi come la Valutazione di Impatto Generazionale, nella consapevolezza che solo attraverso una gestione responsabile e
lungimirante delle risorse pubbliche si potrà assicurare un benessere diffuso e duraturo per tutti i cittadini, presenti e futuri.

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