Conoscere per deliberare: il ruolo della statistica nelle politiche pubbliche

Corrado Crocetta – Università degli Studi di Bari Aldo Moro

Nell’epoca della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale, la capacità di raccogliere, interpretare e utilizzare i dati rappresenta un pilastro fondamentale per costruire città più efficienti, sostenibili e inclusive, in grado di rispondere non solo ai bisogni attuali, ma anche alle sfide future.

«Prima conoscere, poi discutere, poi deliberare». Questo principio, espresso da Luigi Einaudi nelle sue Prediche inutili, conserva oggi tutta la sua attualità. Alla domanda “Come si può deliberare senza conoscere?”, Einaudi rispondeva senza esitazione: è impossibile. Le leggi affrettate, scriveva, generano una spirale di norme correttive che, invece di risolvere i problemi, finiscono per complicarli ulteriormente.

Nel contesto odierno, caratterizzato da una disponibilità crescente di dati statistici, la sfida principale non è più tanto la raccolta delle informazioni, quanto la loro effettiva integrazione nei processi decisionali pubblici. Molti enti locali italiani dispongono di una quantità considerevole di dati demografici, economici e sociali, ma troppo spesso questi non vengono utilizzati in modo sistemico per orientare le politiche pubbliche.

Il ruolo della statistica nella valutazione delle politiche

Vi è una crescente attenzione verso il tema delle sostenibilità di lungo periodo delle scelte fatte dalle amministrazioni pubbliche. Molto interessante a tal proposito è la valutazione d’impatto generazionale (VIG) grazie alla quale è possibile valutare come le nuove politiche possano influenzare i giovani e le future generazioni, tenendo conto della sostenibilità e dell’equità intergenerazionale. La VIG si pone l’obiettivo di analizzare preventivamente l’impatto di leggi e politiche pubbliche, con particolare attenzione agli aspetti ambientali e sociali, per le generazioni future. In sintesi, la valutazione di impatto generazionale è uno strumento per assicurare che le decisioni politiche odierne non compromettano il benessere delle generazioni future, promuovendo una maggiore equità e sostenibilità.

 Per migliorare l’efficacia e la qualità delle scelte pubbliche, è cruciale rafforzare l’integrazione tra produzione statistica e decisione politica. Troppo spesso, l’analisi resta confinata in ambiti tecnici, senza incidere realmente sulle scelte. Per colmare questo divario è necessario promuovere una maggiore formazione dei decisori all’uso corretto dei dati, e favorire un dialogo strutturato tra istituzioni, università e centri di ricerca.

In questa prospettiva si inserisce la nascita del CIRVIG – Centro Interdipartimentale per la Valutazione dell’Impatto Generazionale dell’Università di Bari. Il centro si propone di sviluppare strumenti metodologici per la valutazione ex ante, in itinere ed ex post delle politiche pubbliche, con particolare attenzione alla sostenibilità intergenerazionale. Coinvolgendo competenze multidisciplinari – dalla statistica alla sociologia, dalla demografia all’urbanistica, fino al diritto e alla sanità pubblica – il CIRVIG si propone come laboratorio di innovazione metodologica e istituzionale, al servizio di una governance più responsabile e orientata al lungo termine.

Garantire politiche pubbliche in grado di rispondere alle esigenze del presente senza compromettere il futuro è una sfida tanto ambiziosa quanto urgente. Le città del futuro – e le istituzioni che le governano – potranno essere realmente sostenibili solo se capaci di trasformare la conoscenza in responsabilità condivisa.

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