Luglio 2025

Intervista a Filomena Maggino: La sostenibilità come visione sistemica del futuro

Abbiamo intervistato Filomena Maggino, coordinatrice della Sezione SIS – DIAS ( Dati Indicatori e Analisi per la Sostenibilità della Società Italiana di Statistica, professore ordinario di Statistica sociale presso Sapienza e già presidente della Cabina di Regia “Benessere Italia” presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri). Filomena ha dedicato gran parte della sua attività scientifica alla misurazione della qualità della vita, anticipando molti dei temi oggi centrali nel dibattito sulla sostenibilità. La abbiamo chiesto di parlare della nuove sfide che ci attendono.


Divario di genere nell’attività lavorativa. È una questione di latitudine?

Maria Cristina Recchioni – Università Politecnica delle Marche
Corrado Crocetta – Università degli Studi di Bari Aldo Moro

In Italia, la parità di genere nel lavoro resta una sfida significativa, aggravata da forti squilibri territoriali. Sebbene a livello europeo si riconosca il ruolo centrale dell’occupazione femminile nello sviluppo economico, i dati mostrano che il tasso di occupazione delle donne italiane è ancora molto basso, soprattutto se confrontato con quello maschile e con la media europea. La situazione è particolarmente critica nel Mezzogiorno, dove il tasso di occupazione femminile è nettamente inferiore rispetto al Nord e al Centro, evidenziando un grave sottoutilizzo del potenziale femminile. Le differenze aumentano con l’età e si attenuano solo con un alto livello di istruzione, che favorisce l’accesso al lavoro e riduce il divario di genere. Tuttavia, persistono differenze anche tra regioni con lo stesso grado di istruzione. Superare queste disuguaglianze non è solo una questione di giustizia, ma una necessità per la crescita del Paese. Occorrono investimenti nei servizi di cura, politiche mirate per il Sud e un cambiamento culturale profondo che promuova la condivisione delle responsabilità familiari e valorizzi il contributo delle donne nella società.


L’intelligenza artificiale tra norme e numeri: un’opportunità strategica per la statistica

Antonio Irpino, Università della Campania “L. Vanvitelli”

La statistica sta assumendo un ruolo centrale nella regolamentazione e nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, alla luce del nuovo AI Act europeo e del Disegno di Legge italiano AC 2316. Queste normative pongono l’accento su valori come trasparenza, equità, sicurezza e protezione dei dati, e richiedono un coinvolgimento attivo della comunità statistica lungo tutto il ciclo di vita dei sistemi di IA. Gli statistici non sono più semplici tecnici di supporto, ma protagonisti nella progettazione, validazione e monitoraggio degli algoritmi. La loro competenza è essenziale per garantire la qualità dei dati, la robustezza e spiegabilità dei modelli, la valutazione degli impatti sociali, la sperimentazione in ambienti controllati e la protezione della privacy. Inoltre, la formazione statistica interdisciplinare diventa un elemento chiave per preparare professionisti capaci di affrontare le sfide etiche e metodologiche dell’IA. In questo contesto, la statistica si afferma come uno dei pilastri fondamentali per costruire un’intelligenza artificiale responsabile, trasparente e orientata al bene comune.


Conoscere per deliberare: il ruolo della statistica nelle politiche pubbliche

Corrado Crocetta – Università degli Studi di Bari Aldo Moro

Nell’era dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione, la statistica è essenziale per guidare politiche pubbliche informate, sostenibili e orientate al futuro. Il principio di Luigi Einaudi – “Prima conoscere, poi discutere, poi deliberare” – resta attualissimo: senza conoscenza, le decisioni risultano inefficaci o dannose. Oggi, la sfida non è raccogliere dati, ma integrarli nei processi decisionali. La Valutazione d’Impatto Generazionale (VIG) aiuta a misurare l’effetto delle politiche su giovani e generazioni future, promuovendo equità e sostenibilità. In questo contesto nasce il CIRVIG dell’Università di Bari, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra analisi statistica e governance pubblica responsabile.


Emergenze, spesa pubblica e corruzione: gli strumenti del progetto CO.R.E. per intercettare i rischi di corruzione in tempi di emergenza e crisi

Michela Gnaldi – Dipartimento di Scienze politiche, Università degli Studi di Perugia

Il progetto CO.R.E. (COrruption Risk indicators in Emergency), nato nel 2021, affronta il rischio di corruzione durante le emergenze, come la pandemia da Covid-19. Utilizza indicatori “red flag” e tecniche di machine learning per rilevare anomalie nei contratti pubblici, distinguendo tra comportamenti legittimi e sospetti. Strumenti come il pacchetto Coresoi e un cruscotto interattivo permettono di analizzare i rischi in vari Paesi europei. L’analisi ha evidenziato aree critiche in Italia, Portogallo e Spagna, mostrando la necessità di sistemi adattivi per proteggere l’integrità della spesa pubblica in tempi di crisi.