Divario di genere nell’attività lavorativa. È una questione di latitudine?
Maria Cristina Recchioni – Università Politecnica delle Marche
Corrado Crocetta – Università degli Studi di Bari Aldo Moro
In Italia, la parità di genere nel lavoro resta una sfida significativa, aggravata da forti squilibri territoriali. Sebbene a livello europeo si riconosca il ruolo centrale dell’occupazione femminile nello sviluppo economico, i dati mostrano che il tasso di occupazione delle donne italiane è ancora molto basso, soprattutto se confrontato con quello maschile e con la media europea. La situazione è particolarmente critica nel Mezzogiorno, dove il tasso di occupazione femminile è nettamente inferiore rispetto al Nord e al Centro, evidenziando un grave sottoutilizzo del potenziale femminile. Le differenze aumentano con l’età e si attenuano solo con un alto livello di istruzione, che favorisce l’accesso al lavoro e riduce il divario di genere. Tuttavia, persistono differenze anche tra regioni con lo stesso grado di istruzione. Superare queste disuguaglianze non è solo una questione di giustizia, ma una necessità per la crescita del Paese. Occorrono investimenti nei servizi di cura, politiche mirate per il Sud e un cambiamento culturale profondo che promuova la condivisione delle responsabilità familiari e valorizzi il contributo delle donne nella società.
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