VALUTAZIONE DI IMPATTO GENERAZIONALE

Il nuovo indice di complessità e rilevanza economico-sociale e criminale adottato della GdF per il benchmarking delle province italiane

La dashboard della Guardia di Finanza, realizzata con Università di Parma e Milano-Bicocca, non è un semplice cruscotto di grafici, ma uno strumento decisionale basato su regole rigorose di integrazione, verifica e aggiornamento dei dati. Unisce fonti esterne (statistiche ufficiali) e interne (attività istituzionali) per leggere il territorio e supportare le scelte operative, senza sostituire il giudizio umano. Questa best practice ha attirato l’attenzione dell’ISI (International Statistical Institute), che ne propone un evento internazionale per esportare il modello. L’iniziativa dimostra che la statistica, quando diventa processo condiviso tra istituzioni e università, si trasforma in conoscenza utile e azione pubblica più efficace.

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Misurare la sostenibilità per costruire benessere: l’esperienza di SIS-DIAS

In quattro anni di coordinamento, Filomena Maggino ha guidato il gruppo SIS-DiAS nel promuovere una visione della sostenibilità ampia e sistemica, che integra aspetti ambientali, economici, sociali e istituzionali. Il gruppo ha organizzato numerose iniziative per sviluppare indicatori statistici avanzati e favorire il dialogo tra ricerca e istituzioni. La sfida prioritaria per il futuro è rendere questi dati e indicatori comprensibili e utilizzabili non solo dagli esperti, ma anche dai decisori politici e dai cittadini, diffondendo una vera cultura della misurazione della sostenibilità.


Conoscere per deliberare: il ruolo della statistica nelle politiche pubbliche

Corrado Crocetta – Università degli Studi di Bari Aldo Moro

Nell’era dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione, la statistica è essenziale per guidare politiche pubbliche informate, sostenibili e orientate al futuro. Il principio di Luigi Einaudi – “Prima conoscere, poi discutere, poi deliberare” – resta attualissimo: senza conoscenza, le decisioni risultano inefficaci o dannose. Oggi, la sfida non è raccogliere dati, ma integrarli nei processi decisionali. La Valutazione d’Impatto Generazionale (VIG) aiuta a misurare l’effetto delle politiche su giovani e generazioni future, promuovendo equità e sostenibilità. In questo contesto nasce il CIRVIG dell’Università di Bari, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra analisi statistica e governance pubblica responsabile.


La Valutazione di Impatto Generazionale, strumento per garantire la reale sostenibilità delle politiche pubbliche

In risposta al crescente divario generazionale in Italia, la Valutazione di Impatto Generazionale (VIG) emerge come strumento strategico per promuovere l’equità intergenerazionale e dare attuazione alla misura europea “Youth Check”. La VIG consente di analizzare gli effetti ambientali, sociali ed economici delle politiche pubbliche sulle giovani generazioni, e dovrebbe essere integrata stabilmente nei piani strategici comunali. Nata grazie agli studi della Fondazione per la Ricerca Economica e Sociale e istituzionalizzata dal COVIGE nel 2022, la VIG colloca l’Italia tra i Paesi europei più avanzati nel settore. Per garantire uno sviluppo sostenibile, è fondamentale adottare un Patto Generazionale basato su sostenibilità fiscale, equità, investimenti strategici e partecipazione. La sfida attuale è rafforzare la dimensione quantitativa della VIG attraverso indicatori misurabili, sostenuti da una legge quadro sui giovani. In tale direzione si muove il nuovo Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla VIG (CIRVIG) di Bari, che mira a diventare un riferimento scientifico per diffondere la cultura dell’equità tra generazioni nelle politiche pubbliche.