Sotto la superficie della generazione Z

 

Patrizia Elli, Paolo Mariani

 

Sono i Post-Millennials, nati tra il 1996 ed il 2010, si affacciano sul mondo con una visione nuova e connotata della presenza sempre maggiore della tecnologia e del vissuto ‘social’: è la generazione Z.

L’immagine arriva da una ricerca condotta da ResearchNow che ha visto oltre settemila Z, divisi tra Canada, USA, Francia, UK, Germania, Italia ed Australia, raccontarsi e immaginare il loro futuro.

In Italia vivono prevalentemente con i genitori o familiari e senza contribuire all’affitto mentre negli altri paesi vivono in misura maggiore al di fuori della famiglia, ad esempio in affitto, e quando sono all’interno della stessa contribuiscono alle spese.

Si pongono come obiettivo principale a dieci anni la stabilità finanziaria e, in maniera maggiore rispetto agli altri paesi, la carriera affermata e la famiglia mentre in secondo piano viene posizionato il divertimento. Dal punto di vista lavorativo si propongono di lavorare, con valori più elevati rispetto ai coetanei stranieri, per una azienda affermata o per una azienda avviata da loro stessi. Lavorare come freelance o a contratto interessa una parte marginale degli Z italiani e ancora meno si propongono di continuare negli studi oppure di lavorare per una startup non loro.

Con riferimento alla sfera familiare personale, si immaginano nella maggior parte dei casi sposati con figli e in misura minore con una relazione stabile, marginalmente come single.

Saranno felici se, tra venti anni, nel mondo le auto senza conducente avranno sostituito quelle di proprietà e lo studio ed il lavoro saranno realizzati da remoto via webcam. Lo saranno meno se a causa dell’inquinamento trascorreranno la maggior parte del tempo al chiuso o se i computer causeranno la perdita diffusa del lavoro manuale. Immaginano che il denaro fisico non esisterà più e una presenza diffusa di robot nelle abitazioni.

Con riferimento ai social media per gli Z italiani l’utilizzo di WhatsApp è di Youtube è ,di fatto, quotidiano. Seguono Facebook e Instagram, mentre si dichiarano meno connessi attraverso Snapchat, Twitter, Pinterest o Linkedin.

 

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