SOSTENIBILITÀ

Il nuovo indice di complessità e rilevanza economico-sociale e criminale adottato della GdF per il benchmarking delle province italiane

La dashboard della Guardia di Finanza, realizzata con Università di Parma e Milano-Bicocca, non è un semplice cruscotto di grafici, ma uno strumento decisionale basato su regole rigorose di integrazione, verifica e aggiornamento dei dati. Unisce fonti esterne (statistiche ufficiali) e interne (attività istituzionali) per leggere il territorio e supportare le scelte operative, senza sostituire il giudizio umano. Questa best practice ha attirato l’attenzione dell’ISI (International Statistical Institute), che ne propone un evento internazionale per esportare il modello. L’iniziativa dimostra che la statistica, quando diventa processo condiviso tra istituzioni e università, si trasforma in conoscenza utile e azione pubblica più efficace.

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Multinazionali e sviluppo territoriale nel Mezzogiorno: dati, evidenze e prospettive

Il seminario del 19 maggio a Bari ha analizzato il ruolo delle multinazionali nel Mezzogiorno, con focus sulla Puglia. I dati mostrano che, pur essendo poche (1,4% delle imprese), generano il 23% del fatturato e quasi il 20% del valore aggiunto regionale, trainate soprattutto da multinazionali a controllo italiano. Offrono occupazione più qualificata, retribuzioni più alte e contribuiscono all’export e all’innovazione.
Tuttavia, gli effetti positivi (spillover) verso le PMI locali non sono automatici: servono ecosistemi maturi, infrastrutture, competenze e politiche pubbliche mirate. La Regione Puglia ha avviato strategie e bandi, mentre la ZES Unica sta già dando risultati significativi (+300% investimenti). Dall’estero l’Italia è vista con maggior interesse, ma restano criticità (burocrazia, produttività, giustizia). Il ruolo di università, terzo settore e capitale umano è decisivo per attrarre e valorizzare gli investimenti.


Ascoltare i territori con i dati: a Bari il futuro del turismo sostenibile

Rosanna Cataldo – Università degli Studi di Napoli Federico II

Il 5 febbraio, nell’Aula Magna “Aldo Cossu” dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, si è svolto il convegno “Listening to the Territory: the Future of Sustainable Tourism”, evento satellite della 4ª Conferenza Internazionale di Statistica Economica.
L’incontro ha riunito mondo accademico, istituzioni e rappresentanti delle imprese per discutere il ruolo di dati e modelli statistici nella costruzione di politiche turistiche più sostenibili. Tra i temi affrontati: modelli predittivi della domanda, mobilità e pagamenti digitali come indicatori economici, impatto degli affitti brevi, identità territoriali e diversificazione dell’offerta turistica.
Momento centrale è stata la presentazione del Report “Destinazione Futuro”, frutto di due anni di ricerca PRIN 2022 PNRR, che utilizza l’approccio dei future studies per delineare scenari evolutivi del turismo in Puglia, con attenzione a sostenibilità, governance e valorizzazione territoriale.


Quando i dati incontrano l’innovazione locale

Maria Gabriella Grassia – Università degli Studi di Napoli Federico II

In un contesto di crisi climatica e disuguaglianze, le buone pratiche territoriali sono il banco di prova concreto dello sviluppo sostenibile e dell’ASviS, con 216 esperienze raccolte nel 2025/2026. I dati ufficiali, come quelli di ISPRA e del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, documentano criticità su erosione costiera e consumo di suolo, offrendo la base per valutare l’efficacia delle iniziative locali. La relazione tra statistiche e innovazione è circolare: i dati orientano le politiche, le pratiche producono nuovi dati e rafforzano la capacità istituzionale. Le esperienze selezionate, di qualità elevata, mostrano che la transizione ecologica nasce da azioni locali sostenute da evidenze solide e governance coerente.


Misurare la sostenibilità per costruire benessere: l’esperienza di SIS-DIAS

In quattro anni di coordinamento, Filomena Maggino ha guidato il gruppo SIS-DiAS nel promuovere una visione della sostenibilità ampia e sistemica, che integra aspetti ambientali, economici, sociali e istituzionali. Il gruppo ha organizzato numerose iniziative per sviluppare indicatori statistici avanzati e favorire il dialogo tra ricerca e istituzioni. La sfida prioritaria per il futuro è rendere questi dati e indicatori comprensibili e utilizzabili non solo dagli esperti, ma anche dai decisori politici e dai cittadini, diffondendo una vera cultura della misurazione della sostenibilità.


La Valutazione di Impatto Generazionale, strumento per garantire la reale sostenibilità delle politiche pubbliche

In risposta al crescente divario generazionale in Italia, la Valutazione di Impatto Generazionale (VIG) emerge come strumento strategico per promuovere l’equità intergenerazionale e dare attuazione alla misura europea “Youth Check”. La VIG consente di analizzare gli effetti ambientali, sociali ed economici delle politiche pubbliche sulle giovani generazioni, e dovrebbe essere integrata stabilmente nei piani strategici comunali. Nata grazie agli studi della Fondazione per la Ricerca Economica e Sociale e istituzionalizzata dal COVIGE nel 2022, la VIG colloca l’Italia tra i Paesi europei più avanzati nel settore. Per garantire uno sviluppo sostenibile, è fondamentale adottare un Patto Generazionale basato su sostenibilità fiscale, equità, investimenti strategici e partecipazione. La sfida attuale è rafforzare la dimensione quantitativa della VIG attraverso indicatori misurabili, sostenuti da una legge quadro sui giovani. In tale direzione si muove il nuovo Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla VIG (CIRVIG) di Bari, che mira a diventare un riferimento scientifico per diffondere la cultura dell’equità tra generazioni nelle politiche pubbliche.